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Ultracycling Dolomitica 2019

La corsa più dura? forse si…specialmente se si passa dai 39 gradi del Monte Grappa a freddo e alla pioggia battente del Cibiana  del Sant’Osvaldo e del Piancavallo.

Luciano Zattra pochi istanti prima dello start

Tutti ci ricordiamo della Dolomitica da tregenda del 2015, con neve su Manghen e Pordoi, ma questa edizione è stata terrificante. La più lunga di sempre (a causa della chiusura della Val Fiorentina) e con una quantità di DNF importante.

Iniziata con alcune brutte notizie, per prima l’assenza forzata di Monia Gallucci per problemi di salute,lei che puntava alla Dolomitica 380 come prima lunga esperienza. Stesso destino per Norman Baum, con frattura dell’alluce e analogo problema al piede per Cesare Bonazza, campione Italiano Randonee, con importanti possibilità di piazzamento su Ultracycling Dolomitica.

La notizia della caduta di Daniele Rellini, con conseguente rottura del braccio il giorno prima della partenza, ha appesantito ulteriormente il morale di tutti.

La Voglia di Dolomitica non si placa e così si arriva allo start…Al via atleti fortissimi, coraggiosi e motivati, perchè queste sono le caratteristiche degli eroi della Dolomitica.

Mattia De Marchi sul Passo San Boldo

Mattia De Marchi, Eduard Fuchs e Rodney Sonnco i nomi che per primi hanno attirato le attenzioni degli addetti ai lavori, podio top ryder ipotecato, ma anche il ritorno di Matteo Ferrara già terzo classificato ha aperto i giochi.

La sfortuna a fermato Jarno Sala, che ha dovuto rinunciare alla sua Dolomitica, a causa di un’improvvisa influenza con febbre alta, che lo ha costretto ad annunciare il DNS.

Tra i self supported Under 50 una delle categorie più numerose, gli occhi erano puntati su Andrea Muraro, dopo la straordinaria prestazione alla Romagna Ultra Race, ma anche su Tommaso Bovi, l’uomo delle sorprese di questa stagione ultraciclistica.

Inizia il conto alla rovescia per i partecipanti dalle 8.30 alle 10.00 e la situazione della mattinata di Venerdi vede la situazione abbastanza stabile, con Mattia de Marchi (vincitore anche dell’edizione 2018), impostare il ritmo fin dalle prime battute. Ottima la situazione psicofisica degli inseguitori Eduard Fuchs e Rodney Soncco, che si equivalgono.

La battaglia tra i due vede prevalere Fuchs da Cencenighe Agordino. La gara vera inizia dal Duran e qui l’esperienza di  Eduard alla Dolomitica comincia a dare i suoi frutti. L’atleta austriaco inizia a macinare dislivello metro su metro riuscendo a mettere al sicuro il risultato proprio su questo settore.

Il team Eagles alla partenza

La corsa ha perso uno dei protagonisti, Viol Luca, stabile in 4 posizione, a malincuore comunica il suo DNF a causa di un problema di salute che ha improvvisamente colpito un parente, costringendolo al ritiro  e ad un viaggio di oltre 1000 Km per raggiungerlo.

Anche Matteo Ferrara vittima di una giornata storta deve rinunciare a proseguire, come anche Eugenio Rezia Loppio, dopo la straordinaria prestazione alla RUR.

Il terzo settore, da Agordo, vede Mattia De Marchi volare. La time station di Agordo si è rivelata fondamentale, come un nuovo start. Proprio da qui si sono visti momenti chiave come la corsa straordinaria di Andrea Muraro che da Self Supported è riuscito a tenere gli stessi tempi dell’ atleta al comando per oltre metà corsa.

Il podio Ultracycling Dolomitica da sx Rodney Soncco 3° classificato, Mattia De Marchi, 1° Classificato e Eduard Fuchs 2° Classificato
Claudio Giuliano pronto alla partenza della sua 2° edizione

Da brividi la sfida per la categoria over 50, dove il lupo della Majella Edoardo d’Orsogna alla sua 4° presenza sulle Dolomiti riesce a mettere le ruote avanti a Claudio Giuliano, emozionante il suo ritorno e l’arrivo al traguardo di quest’ultimo, lui che è stato uno dei pionieri di questa corsa, avendo partecipato alla edizione n°1. Il podio non si chiude, a causa del ritiro per problemi fisici di Hans-Peter Brunner, purtroppo sull’ultimo settore, quando ormai mancava poco al traguardo.

Stessa sorte per Michael Hange, una giornata no per lui, dopo una stagione sfortunata, ma che nonostante tutto  lo ha visto per la prima volta sul gradino più alto del podio in una corsa di endurance.

Luciano Zattra va forte come sempre. Nella Categoria solo self supported over 50 Thomas Stindl riesce a tenergli testa fino al terzo settore. Sempre da Agordo la corsa comincia ad entrare nel vivo e la gestione del riposo è la chiave per riuscire a fare la differenza. Zattra riesce a raggiungere Stindl che, va sottolineato, dimostra di essere uno degli atleti di questa categoria più forti del momento.

 

 

Thomas Stindl sul Monte Grappa

Muraro come da manuale, arriva al traguardo in prima posizione self supported under 50, conquistando la maglia di campione nazionale ACSI Ciclismo. Alle sue spalle uno straordinario Adam Bialek, la sua tenacia gli ha regalato uno straordinario e inaspettato secondo posto. Tommaso Bovi costretto questa volta al ritiro, dopo un primo settore buonissimo, ma nel quale ha pagato l’eccessiva temperatura del Monte Grappa.

Arriva un fantastico terzo gradino del podio di categoria per Martin Moser, dato per spacciato quando si trovava ai piedi del Passo Sant’Osvaldo, nel bel mezzo di una tempesta di grandine, è riuscito a trovare la forza per concludere e conquistare un meritatissimo podio.

Martin Moser, pochi istanti prima dello start

La sfida per i team due è infuocata.

Il team della campionessa nazionale ACSI 2019 team 2 Iryna Bukhanska e il nuovo compagno di team Giovanni Colò ha dettato il ritmo, prima contro il team Brussa Maccarone, dal quale il distacco alla TS1 era di soli 6 minuti.

Nella seconda parte di gara abbiamo assistito ad una crescita straordinaria del team Cestaro Brunello, che non sono però riusciti a recuperare il distacco accumulato su Cima Campo, Manghen e Valles, pochi minuti che passo dopo passo sono diventati insormontabili. Ultimi settori che hanno fatto però capire quanto questa squadra sia veramente tosta, conquistando il secondo gradino del podio.

I campioni nazionali ACSI Ciclismo, Edoardo D’Orsogna, Luciano Zattra, Diego Luccon, Andrea Tommasella, Iryna Bukhanska, giovanni Colò, Simone Perin, Rudy Fattorel e Andrea Muraro

Il team Eagles cresce ancora rispetto alla prestazione 2018, chiudendo in 30:43 una corsa che ha visto l’ormai conclamata esperienza di Simone Perin, Andrea Tommasella e Rudy Fattorel, accompagnarsi alla forza di Diego Luccon alla sua prima esperienza.

Per la categoria donne, Laura Ceccon subisce un durissimo Passo Duran e purtroppo non riesce a concludere la prova, pur portando a casa la consapevolezza di poterci riuscire. La stanchezza e il caldo la hanno indotta a un errore di valutazione sui tempi di arrivo. Siamo sicuri che riuscirà a togliersi questo sassolino dalla scarpa.

Classifiche Generali D+ Ultracycling Dolomitica 2019

Saremo ancora qui a raccontare la Dolomitica 2020 che promette importantissime novità!

Di Roberto Picco