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Romagna Ultra Race, quando la passione trasforma i sogni in realtà

Cosa vuol dire credere in un movimento tanto da trasformarsi da atleti ad organizzatori, pur restando atleti?

Paolo Laureti, race manager di Race across Italy ha trasmesso il virus a due ragazzi, che si sono ammalati di brutto, e non solo, non c’è cura a questa malattia, anzi…si è aggravata.

Giona Uccelli in azione

Parliamo di Ivano incensi e Paolo Pistelli, i direttori di Romagna Ultra Race, seconda tappa dell’ Ultracycling Italia CUP, che sono stati in grado partorire uno dei percorsi più ostici al mondo, creando una corsa dalle caratteristiche uniche. Non ci sono salite in Romagna, solo rampe di lancio.

 

 

Le montagne russe più lunghe del mondo.

Uno staff che ha conquistato subito la fiducia di tutti, questo perchè il comitato organizzativo al completo ha lavorato per un progetto che è un tutt’uno con il progetto Ultracycling Italia, perchè le cose noi le facciamo così. E loro hanno fatto anche di più!

Luciano Zattra, Vincitore della Categoria Over 50 senza supporto

 

Supporto continuo, (data la maggioranza di atleti self supported), time stations organizzatissime, recupero degli atleti  DNF e un  contesto di partenza e arrivo a dir poco invidiabile, il velodromo Glauco Servadei di Forlì.

I percorsi possibili erano 2, da 310 e da 550 Km, caratterizzati da panorami mozzaffiato!

 

Tante le incognite di questo percorso, diciamocelo, quando si parla di Dolomiti subito ci si spaventa, tutti sapevano che era dura perchè i numeri erano chiari, quasi 14.000 metri su 550 km sulla corsa regina e 7000 sulla 310, ma così dura..così dura forse non se l’aspettava nessuno.

E consideriamo una cosa, in fondo questa stagione non ha visto la primavera, e nessuno è riuscito a preparare al massimo questa prova. Sia i big che i rookies della gara puntavano ad un tempo e ad un risultato migliore.

Il caldo ha regnato sovrano, tutto ad un tratto la temperatura nella gara ha raggiunto i 27-28 gradi sotto un sole cocente, e l’escursione termica nella notte è stata molto impegnativa.

Mattia De Marchi in azione

 

Ma veniamo al resoconto di gara:

Partenza ogni minuto e 30″, un giro in senso orario del velodromo e poi via, verso le strade della Romagna. La categoria solo self supported era la più affollata, ma ci sono stati anche 4 esperti con supporto, tra i quali spicca il  nome di Alfiero Tassinari nell’ over 50.

Elena Grobberio, Ilaria Corli e Laura Ceccon al briefing

Dal primo istante la tecnologia ha abbandonato la nostra Laura Ceccon, come di consueto… (siamo sicuri che ora si stia facendo una risata).

Il percorso ha subito frustato alle gambe i concorrenti della RUR, un susseguirsi di rampe ha cominciato il lavoro di sfiancamento degli atleti, proprio come in un ring… fin da subito i partecipanti hanno acquisito la consapevolezza che la corsa avrebbe segnato fisico e spirito.

Tommaso Bovi in azione

Per i senza supporto, Mattia de Marchi, già vincitore di Race across Italy, ha da subito impostato il ritmo di gara, riuscendo a garantirsi la vittoria , nelle primissime retrovie abbiamo seguito in alternanza  Tommaso Bovi e Andrea Muraro che, nonostante le temperature erano li con distacchi non eccessivi, il primo di questi, per l’appunto Tommaso Bovi, ha accusato qualche problema  nell’ assimilare il cibo verso la fine della prima metà di gara, riuscendo tuttavia a mantenere una media importante e soprattutto mantenendo l’aspettativa a cui ci aveva abituato alla Race across Italy. Muraro, il più fresco dei due, ha gestito le forze con maestria, piazzandosi al secondo posto. Fin da subito però, l’atleta Sloveno Dejan Jug, ha sostenuto un ritmo allineato con quello degli avversari, tanto da riuscire a piazzare la stoccata. Per soli 56″, infatti  è riuscito a soffiare il terzo posto che sembava ormai nelle mani di  Bovi..

A seguire, Daniele Rellini, Andrea Bartemucci, Giona Uccelli, Fiorindo Busellato, Gualtiero Tansini e Mauro Dall’Igna. Quest’ ultimo, riuscito ad arrivare alla conclusione nonostante abbia avuto grossi problemi di navigazione dopo aver smarrito il gps device.

Per la categoria self supported Over 50, Luciano Zattra, in passato già campione Nazionale ACSI, ha fatto una corsa esemplare. Anche lui costretto a superare difficoltà indicibili, il passista scalatore delle ultracycling è riuscito a riconfermare la splendida posizione ottenuta alla RAI, vincendo per l’appunto la prova con un tempo di 28h 26′ 32″.

Valter di Cesare e Giambattista Cassinelli completano il Podio di categoria.

Luciano Zattra al 1° posto over 50 Self supported, seguito da Valter Di Cesare e Gianbattista Cassinelli. A destra Ivano Incensi, race director.

Tra i top rider con supporto occupa il gradino più alto del podio il musiciclista Christian Bianchetti, seguito da uno straordinario Eugenio Rezia Loppio anche lui in grado di interpretare questa durissimo prova nel migliore dei modi.

Eugenio Rezia Loppio all’arrivo

Laura Ceccon riesce a concludere questa prova con soddisfazione grandissima. Ha dimostrato anche questa volta la sua tenacia straordinaria concludendo sotto le 40 ore un percorso che ha messo in seria difficoltà numerosi atleti.

Mirri Roberto conclude vittorioso la RUR 310 self over 50, in testa da sempre riesce a conquistare il gradino più alto del podio, davanti al poliedrico Pierluigi Carapelli, ex campione di body building e ad Antonio Conficconi.

La classifica degli under 50 della RUR310 vede vittorioso Valter Saccon, l’atleta veneto ha esordito nel mondo Ultracycling Italia nel migliore dei modi, riusciendo a battere di soli 15 minuti Marco Bozzolan, il cui percorso di crescita nel mondo ultracycling sta diventado esponenziale. Giovanni prosperi chiude il podio, con menzione d’onore in quanto atleta vegano. Considerate le difficoltà e le necessità di nutrizione che comporta una corsa di ultracycling la sua è veramente una prestazione esemplare.

Il Podio Self Supported under 50, con il Vincitore Mattia De Marchi, Andre Muraro al secondo Posto e Dejan Jug 3°classificato

di Roberto Picco

 

ecco LE CLASSIFICHE