Il gregario silenzioso

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Chiedete in giro. Questo era il mio nome nell’ambiente. Tempi andati, passati, chiusi, morti e sepolti. Tutti sapevano chi ero, stavo simpatico a molti, non a tutti ovviamente. Facevo il mio lavoro.
Mai una parola fuori posto, e ci mancherebbe visto il nome per il quale ero
conosciuto, ma neanche mai una ruota fuori posto. Qualcuno iniziò a chiamarmi “calibro” per la mia estrema precisione nel mettermi sempre in buona posizione e non mettere mai nessuno in difficoltà nel gruppo, un sesto senso nel mettere le ruote al sicuro senza uguali.

Ai giovani appena arrivati dicevano: nel dubbio segui lui e impara.
Si mettevano intorno a me e potevano andare col pilota automatico. La cosa a volte mi infastidiva, con quel retrogusto di balia per poppanti, ma sapevo accettare il mio ruolo all’interno del gruppo. Che a volte va oltre il ruolo che hai con quelli col completo uguale al tuo.
Quando mi prendevano ad esempio la cosa non mi interessava più di tanto, ma dall’altro lato non volevo certo negare una mano ai giovani.
Non che avessi dovuto comunque fare nulla di diverso da quello che avrei fatto per conto mio, per la mia squadra, per fare bene il mio lavoro. Chi voleva imparare poteva guardare ed imparare, gli altri potevano andare a fare in culo. Ed era meglio per loro se lo facevano senza disturbare.

Comunque io preferivo essere chiamato il gregario silenzioso: scudo e ultimo baluardo del capitano quando i giochi si facevano duri, quando le cose si mettevano male, punto di riferimento per i compagni.
Tappa, corsa, compito, esecuzione. Non servivano mai troppe parole.
Dicono che chi vince festeggia e chi perde spiega. Io comunque non mi perdevo mai in troppe spiegazioni. Hai perso? Hai sbagliato? Impara invece di trovare giustificazioni. E poi a dir la verità da noi nessuno ha mai dovuto spiegare troppo.
Era il mio ruolo e la mia vita.

Quando però si iniziò a parlare di Ultracycling decisi che era tempo di cambiare. Poche parole al Ds: basta, devo cambiare. Mi ritiro.
Ognuno ha le sue motivazioni ed io di sicuro non vi annoierò con le classiche frasi supera i tuoi limiti, spirito d’avventura, ecc ecc.
Il mio fu un semplice: esiste un ciclismo diverso? Fatto di enormi cronometro individuali? Posso davvero non dormire e pedalare da solo, nella notte, nel silenzio?
Si.
Per quanto?
Per quanto non puoi immaginare.

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