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Fabio Biasiolo, forse non tutti sanno che…

Siamo alla seconda vita dell’ Ultracycling Italiano, tutte le cose hanno un’origine, l’origine per noi è Fabio Biasiolo.
Ricordo il primo incontro con lui nel 2001, il terreno era quella di una 450 Km a Laives di Bolzano e lui sembrava provenire da un altro pianeta e come lui la leggenda Stefano Gamper. Ricordo ancora le gambe di Fabio, un extraterrestre, il mio sguardo era quello di un ragazzo con un enorme timore reverenziale.
Ma chi è Fabio Biasiolo?

Fabio Biasiolo è cresciuto come tanti bambini nel mondo del calcio, come terzino sinistro (N° 3, il suo numero preferito), e le cose promettevano bene. Per le “sorti del destino” si è ritrovato a praticare Karate (specialità combattimento), conquistando parecchi Campionati regionali e risultando sempre tra i primi 5 alle finali Nazionali. Ha fatto parte della rappresentativa Italiana del. Veneto per molti anni raggiunge to ottimi risultati anche a livello internazionale. Approda all’Ultracycling (anche se prima ha visitato il mondo in bicicletta in solitaria Venezia/Capo Nord A/R; Nord America Nord Ovest/ Sud Ovest; Ovest/Est; Sud Ovest/Nord Ovest per citarne alcuni), dopo un infortunio al piede sinistro ed uno stop di un anno e mezzo. Con solo due mesi di allenamento dopo un anno e mezzo di stop, ma carico di forze ed entusiasmo si iscrive al primo Giro d’Italia in una tappa che inaugurava l’apertura del salone nautico di Genova. Senza esperienza ma con le fortuna genetica e la determinazione dalla sua parte, conclude terzo assoluto e primo degli italiani contro campioni blasonati della Race Across America e altro.

Fabio Biasiolo in azione

Da quel momento è incominciata la sua carriera di Ultracycler Professionista, i primi contratti e la possibilità di vivere di quello che gli piaceva e di quello che “madre natura” gli aveva messo a disposizione. Riesce a vincere Campionati Italiani; Campionato Europeo, Coppa del Mondo e finire 3 volte sul podio della Race Across America, mancando più volte la vittoria per poco. Fabio Biasioloè l’unico italiano e uno dei pochi atleti al Mondo ad aver coperto i 5000 Km della RAAM in meno di 9 giorni e detenendo tuttora la media finale più veloce, sulla stessa gara tra tutti gli italiani che vi abbiano mai partecipato. Ha gareggiato in quasi tutto il mondo, confrontandosi senza timori reverenziali, con i più grandi campioni di Ultracycling del mondo, di 2 generazioni, mettendosi sempre in discussione e  senza scegliere le gare in funzione di chi vi partecipava, con la serenità e determinazione che lo contraddistingue, contando più sulle sue capacità che su tutto quello che  succedeva intorno.

Fabio Biasiolo, sostiene Plinio Richini allo start della 24h del Montello, corsa da lui ideata e diretta.
Alla domanda, quale è il tuo  successo più grande? risponde:
La nascita di mio figlio Rocco.
 E a livello sportivo?
La consapevolezza di riuscire a pedalare forte, ininterrottamente per 54 ore senza scendere mai dalla bici. È una consapevolezza che io definisco: sana presunzione;

del tipo: non c’è bisogno che ti dicano che sei bravo o forte, lo sei e basta. A livello lavorativo (visto che l’Ultracycling è stato il mio lavoro, oltre che la mia passione, per parecchi anni), il mio successo più grande, è stato quello di non essere considerato dai miei sponsor tecnici, non solo per le prestazioni sportive che riuscivo ad avere, ma aver conquistato la fiducia “sul campo”, degli ingeneri dell’allora ITM per esempio (tutte le pieghe manubrio, gli attacchi manubrio e le appendici da cronometro/Triathlon adoperate dai Pro e vendute in tutto il mondo, sono state da me sviluppate su strada). Come pure tutte le selle della Fi: zi’k che tuttora vengono adoperate e vendute in tutto il mondo. La soddisfazione di entrare negli stabilimenti di Loria della ITM o a Pozzoleone della Fi: zi’k e confrontare le mie relazioni sui prodotti utilizzati in tutto il mondo ed in ogni condizione climatica; con gli ingegneri che effettuavano test simili in laboratorio, e stato motivo di grande orgoglio e soddisfazione.

Fabio Biasiolo dà il via a Ivano Incensi sempre alla 24h del Montello
Fabio dopo una carriera così fantastica, hai ancora dei sogni nel cassetto?
Sogni nel cassetto non ne ho, tutto quello che (nel limite del possibile), ho sognato di fare, l’ho fatto. Per il prossimo futuro, mi è stato proposto un esperimento medico/scientifico/sportivo per valutare gli effetti prestativi, biochimici e psicofisici riferite all’Ultracycling col passare degli anni. Stiamo valutando con lo Staff medico e i preparatori sportivi che mi hanno sempre seguito la fattibilità di questo progetto. A breve sapremo qualche cosa di concreto.
di Picco Roberto