Crew – il gregario silenzioso

UIC

Facile dire crew, squadra, team.
Facile a dirsi, difficile a farsi.
Oltre ad essere a disposizione del ciclista, si deve rimanere lucidi, concentrati ed avere uno spirito positivo e collaborativo per tutta la gara. Anche quando le cose non vanno come si era previsto. Cioè quasi sempre.

Di solito la squadra è formata per metà da amici che ben che vada sono
appassionati di ciclismo, ma a volte neanche ne capiscono nulla, o poco.
Ma in quanto amici si sacrificheranno per te.
Più di qualcuno penserà anche di scroccare una vacanzina.
L’altra metà sono conoscenti che capiscono di ciclismo ma che di fatto non conosci bene. Meccanici, fisioterapisti, allenatori, professionisti vari.
Ovvio che il giusto mix di persone competenti e amici aiuta.

C’è chi cucina, chi prepara le borracce, chi controlla le batterie, chi guida, chi si prende cura della bici, chi controlla la strada, chi ha gli occhi su di te e non li molla mai, chi ti dice quando è meglio fermarsi, dormire, mangiare, bere, o se è meglio andare avanti perché sta arrivando il maltempo, o perché è troppo caldo, chi decide e basta. Meno devi pensare a qualcosa tu ciclista, meglio è. Per te, per loro, per la gara, per tutti.
Sapranno queste figure adattarsi a tutte le esigenze e situazioni? Del ciclista e della corsa e degli altri componenti? Sapranno essere lucidi e pronti anche se hanno dormito quattro ore negli ultimi due giorni?
Difficile rispondere in anticipo e di solito quando arriva l’ora delle risposte sul campo la maggior parte sono negative. Oltre che ad essere ovviamente troppo tardi.
A parole sono bravi tutti, poi nella pratica la squadra si incrina, la crew si
innervosisce e l’atmosfera si inquina.
Quando invece che a pedalare devi pensare a risolvere i cazzi della crew
inevitabilmente le tue palle inizieranno a girare come le ruote della tua bici.
Già, non tutto rose e fiori vero?

Un consiglio? Trovatevi un bravo crew chief, cioè il capo, chi deve organizzare e coordinare tutti i componenti della squadra e quello che poi di fatto ha la penultima parola (l’ultima ovviamente ce l’ha il ciclista).
Valutate bene e trovatelo. Schiacciatelo di pressioni e rotture di coglioni prima di partire, vedete se regge, se vi vuole ancora bene e se il suo unico pensiero è ancora quello di portarvi in fondo.
E poi, con cieca fiducia, sperate che la giostra funzioni.

Il Gregario Silenzioso

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