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Cadere e rialzarsi, la storia di Daniele Rellini

Daniele Rellini classe 93 inizia a correre dalla categoria g1 (7 anni) nell UC Nestor Marsciano dove corre fino alla categoria allievi, poi juniores con l’ UC Foligno e mezza stagione nella categoria Under 23. Consegue i vari corsi da direttore sportivo (fino al 3 livello) e inizia ad allenare la squadra dove ha iniziato a correre da piccolo (UC NESTOR Marsciano).

Daniele, sei una delle rivelazioni dell’ anno, ma sei stato anche molto sfortunato

E’ vero,  ho avuto qualche incidente in bici: nel 2008 mentre ero allievo per una caduta durante un allenamento ho rotto il gomito sx e nonostante vari interventi per migliorare la situazione mi è rimasta la prono-supinazione bloccata.

Poi l’incidente più brutto l’ho avuto nel dicembre 2012 mentre allenavo gli allievi sono caduto e ho avuto una bruttissima frattura al gomito dx e nonostante vari interventi mi è rimasto bloccato a 90 gradi.

Daniele Rellini alla partenza della Romagna Ultra Race

Poi dopo un anno e mezzo circa senza andare in bici non ce la facevo più e ho deciso di riiniziare piano piano facendo delle modifiche alla bici. (viaggio con un’appendice nella parte destra del manubrio, ho invertito il cambio e con la leva del freno sinistro freno entrambe le ruote.)

Così dopo questo periodo di stop aver riiniziato per me era un sogno e sono diventavo sempre più innamorato nel pedalare e nello stare ore in sella, provando sensazioni e emozioni sempre più forti.

Nel frattempo ho fatto corse nella categoria amatoriale e ho corso con la nazionale italiana di paraciclismo facendo prove di coppa del mondo.

Un periodo negativo dal quale sei riuscito a rialzarti, cercare e trovare nuovi stimoli e soddisfazioni, e poi?

La cosa che mi affascinava e piaceva di più era lo stare ore in sella e vedere i posti con la bici così l’anno scorso mi sono fatto qualche viaggio con la mia bici in modalità estrema (sui 350 km al giorno), la cosa mi ha affascinato tanto e ho deciso di darmi all’ Ultracycling.

Informandomi un po’ ho scoperto le gare dell’Ultracycling Italia e ho deciso di prendere parte al circuito, così quest’ anno ho partecipato alla Race Across Italy e la Romagna Ultra Race e in queste gare, oltre ai bellissimi posti che il percorso di permetteva di goderti, ho trovato veramente un bellissimo ambiente sia tra i vari Ultracycler che con gli organizzatori e ne sono rimasto veramente affascinato.

Eri ormai pronto per l’ Ultracycling Dolomitica, cosa è successo?

Il giorno prima della mia partenza, mentre tornavo a casa dal lavoro (spesso vado al lavoro in bici) appena partito sono caduto.

All’ inizio ho pensato “guarda devo farmi la gara con gli acciacchi” poi dopo poco quando è partita l’adrenalina e il dolore si è intensificato ho capito di aver rotto il braccio destro, infatti andato all’ ospedale mi confermano che avevo una frattura scomposta all’ ulna e che mi dovevo operare.

Ero veramente sconfortato e ci sono rimasto veramente malissimo perché era la gara che aspettavo di più e che avevo più preparato; le dolomiti infatti per un ciclista sono un qualcosa di paradisiaco, un po’ per i paesaggi stupendi che ti offrono un po’ perché sono le salite dove ci sono state le più belle sfide fra i professionisti e affrontare 16 passi tutti insieme sarebbe stato un qualcosa di stupendo e unico. Dopo un po’ me ne sono fatto una ragione e so che sicuramente ci sarà occasione di farla (sicuramente il prossimo anno).

Aspettando che la frattura si rimargini per adesso mi consolo “allenandomi” sui rulli, spero di rimettermi in fretta così che questo autunno-inverno possa farmi un viaggio in bici penso verso la Spagna, poi per il prossimo anno sicuramente dopo la sfortuna della caduta volevo fare l’ Ultracycling Dolomitica ma soprattutto avevo intenzione di fare la NorthCape-Tarifa, dato che le Ultra che durano più giorni mi affascinano molto.

Ti abbiamo seguito con piacere e ammirato la tua forza e determinazione, oltre allo spirito e alla positività che infondi, nonostante le difficoltà e la sfortuna, sei riuscito a goderti l’ambiente ultraciclistico italiano?

Per me Ultracycling Italia è un ambiente stupendo dove si vive veramente un clima familiare sia fra i vari organizzatori e volontari che aiutano a svolgere la manifestazione che fra gli ultracyclist e si capisce che il tutto è organizzato con molta passione e entusiasmo e si coglie subito la differenza .

Per queste avventure estreme vorrei ringraziare per prima cosa i miei genitori che mi hanno sempre dato sostegno soprattutto nei momenti più duri che ho passato e non mi hanno mai ostacolato, poi anche Decathlon Perugia, il mio direttore, il mio responsabile e i miei colleghi che mi vengono incontro organizzando gli orari di lavoro in modo che riesca a fare queste avventure (e non tutti possono avere questa fortuna) e tutti i miei amici che mi fanno sempre il tifo.

di Picco Roberto

Foto Camilla Pini fb